IO SONO MIA MADRE

di e con Giuseppe Muscarello| costumi Muxarte | disegno luci Giuseppe Muscarello | produzione Muxarte, Fc@pin .D'oc | in collaborazione con Officine Ouragan| con il sostegno di Regione Sicilia, MIBACT Ministero per I Beni e le Attività Culturali e del Turismo” 

“Conservo nel cuore il ricordo di mia madre: bello, forte, intenso. E’ il ricordo della sua assenza. Grazie a esso è stato possibile costruire molti ricordi mai vissuti. Quante favole (non) mi ha letto. Momenti nostri che ancora (non) ricordo, quei momenti erano ogni momento e quei libri erano ogni libro.

Nell'assenza generale io ero la fiaba, io ero la filastrocca, io ero mia madre. Il figlio più importante, l’unico. Ero io! Al centro delle sue attenzioni, danzavo al suono della sua voce”.

 

La fluidità della danza è in grado di far convivere in un unico corpo il doppio ruolo di madre e figlio.

 

Io Sono Mia Madre è un progetto che nasce con l'idea di una mostra fotografica: 7 fotografie che ritraggono un figlio che rimugina sul passato e nel ricordo di sua madre, una madre assente suo malgrado ma paradossalmente una presenza costante nella sua assenza. Il soggetto/figlio diventa corpo danzante con una performance dal vivo. Un viaggio introspettivo, un percorso di consapevolezza.

 

L'autore osserva tutti coloro che lo circondano, ogni individuo, che nella loro personalità fanno filtrare quale è o è stato il rapporto e il vissuto con la propria madre.

 

Io sono mia madre è anche un libro che contiene un racconto scritto da Giuseppe Muscarello e pubblicato a marzo 2016 dalla casa editrice LEIMA  e che sarà presentato contestualmente nelle date di spettacolo.

 

 

                                                                                                                                                               Giuseppe Muscarello

  foto Fulvio Bellanca

                                                                               

                                                    

La virtù dell’assenza in ‘Io Sono Mia Madre’ di Giuseppe Muscarello

Da Giada Ruoppo 

Campadidanza - Dance Magazine

 

24 aprile 2016

16 Aprile 2016, Auditorium Centro Solciale di Salerno. Ospite nella rassegna campana di Quelli che la danza, è Giuseppe Muscarello, fondatore e coreografo della compagnia Muxarte, con Io sono mia madre, un progetto artistico che prevede, oltre la danza, una mostra fotografica e un romanzo breve.
Il viaggio nella narrazione inizia con la fotografia: 7 gigantografie che ritraggono un bambino-adulto, responsabile del suo destino, sullo sfondo un’assenza, vestiti indossati da una madre invisibile.
Il nucleo centrale dell’opera è la danza, l’arte viva e più usuale per l’autore.

Chi dice che un bambino da solo cresce male?
Giuseppe Muscarello mette in scena la storia di un bambino, di un uomo, che diventa se stesso, grazie all’assenza. È imprevedibile il risultato di una madre che è presente solo nell’immaginazione. Un protagonista che vive forse la quotidianità della propria casa, in uno spazio scenico che si adatta alla fantasia dello spettatore attraverso i movimenti, ispirati talvolta ad azioni motorie quotidiane. Un protagonista che dapprima si desta , ancora con gli occhi chiusi si impegna in un sorta di gioco-ricerca, e ancora un uomo che si cresce da solo, un uomo che è sua madre. Attraverso l’utilizzo degli oggetti di scena e di una mimica intelligentemente codificata, appare di fronte lo spettatore l’uomo genitore di se stesso, l’uomo che si scopre, che si cresce attraverso la solitudine. Il protagonista si partorisce da solo, è l’ostetrica di se stesso, taglia il cordone ombelicale, diventa autonomo, indipendente. L’ultima immagine poetica con cui ci lascia ‘io sono mia madre’ è quella di un uomo allo specchio che ascolta sua madre che gli parla; il protagonista narra a se stesso, agli spettatore, della consapevolezza di essere retaggio di qualcuno.
Dopo la conclusione dello spettacolo , gli spettatori vengono invitati a continuare il viaggio in una dimensione più intima, immaginativa, attraverso la lettura: Giuseppe muscarello scrive un romanzo breve, omonimo al progetto, accompagnato dalle illustrazioni dinamiche di Nicola Console.