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Zefiro Torna

ideazione e coreografia Giuseppe Muscarello | con Ludovica Messina, Grazia Montelione, Antonio D’Angelo, Giuseppe Muscarello, Desirè Grimaudo, Cristina Genovese | musiche eseguite dal vivo Salvatore Maria Sclafani, Sergio Beercock | consulente storico Alessandro Pontremoli | produzione Pindoc | coproduzione Muxarte |

con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Siciliana

La musica barocca, con la sua struttura ritmica e melodica ricca di suggestioni, è il punto di partenza che ispira questo progetto coreografico. Autori come Corelli e Vivaldi, con le loro composizioni complesse e ipnotiche, creano un terreno fertile per una danza che enfatizza l’espressione emotiva e l’interiorità. Il corpo del danzatore diventa lo strumento per incarnare il crescendo emotivo delle variazioni musicali, modulando il linguaggio corporeo per riflettere l’energia travolgente delle opere barocche. Il ritmo serrato spinge i danzatori verso uno stato di “follia controllata”, sospesi tra l’ordine della musica e un caos interiore.

La narrazione affidata alla danza si ispira al periodo barocco italiano per rivisitare gesti e atmosfere tipici di quell'epoca. Ne emerge una pièce che esplora il desiderio di comunicare emozioni universali, attraverso un dialogo continuo tra tradizione e modernità.

Le danze barocche, radicate nella cultura di corte ma aperte a influenze popolari, trovano una nuova vitalità in questa contaminazione culturale. Attraverso movimenti destrutturati e pieni di energia, lo spettacolo esplora il valore espressivo della forma, connettendo ordine e caos in una narrazione emotiva e invitante.

 

NOTE  DELL’AUTORE

La ricerca di un danzatore è un viaggio ciclico, un continuo andare e tornare, nel quale ogni passo verso l’ignoto accresce la comprensione di ciò che è familiare. Ho attraversato varie fasi di espressione artistica – dalla sperimentazione alla contaminazione con altri linguaggi – e mi sono aperto a molteplici possibilità creative. Ogni nuova esperienza è un tassello che arricchisce il mio mosaico interiore: emozioni vissute intensamente e connessioni profonde con altre forme d’arte si intrecciano per dare vita a una visione più ampia.

Un viaggio in cui perdersi e ritrovarsi in un costante alternarsi di disorientamento e chiarezza, come se ogni nuova scoperta portasse con sé domande che spingono a ricominciare il cammino da un punto diverso, ma sempre più consapevole. E c’è un momento in cui emerge il bisogno di tornare alle origini, a quel primo amore che ha dato forma al mio percorso: i codici della formazione classica che negli anni ho cercato di scomporre e di tradire, possono diventare strumento di rigore e sorgente creativa in un corpo e in un lessico comunque contemporanei.

Ogni movimento che un tempo appariva meccanico viene ora vissuto con nuova profondità: Il gesto si carica di significati che riflettono la crescita esistenziale, interiore ed estetica; La formazione diventa base solida su cui costruire e decostruire e linguaggio universale che amplifica l’espressione aprendo soglie verso orizzonti inaspettati.

Questo progetto coreografico trova la sua scintilla nell’ascolto de ”La Follia”di Arcangelo Corelli.  La musica, con il suo tema principale che si ripete e si trasforma attraverso variazioni, riflette perfettamente la mia ricerca che si nutre sia di fedeltà alla radice che di libertà creativa. Ogni variazione musicale sembra raccontare una storia diversa, così come ogni fase del mio percorso artistico mi ha portato a esplorare mondi nuovi senza mai dimenticare il punto di partenza.

 

 

                                                                                                      Giuseppe Muscarello

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